Che i magiari, ossia gli Ungheresi, o meglio una parte di essi, fossero
orgogliosi, testardi e con un gran senso di patria, ce lo testimoniò
l’indimenticabile Imperatrice Sissi che abbracciò la loro causa per
l’indipendenza dall’Austria nella seconda metà dell’800.
Identici sentimenti muovono ancor oggi gli Ungheresi per ben altra
questione. Il vino bianco Tocai, già il nome la dice lunga sulle sue
origini mitteleuropee, è stato a lungo al centro di un’accanita disputa
tra la regione italiana Friuli, dove si produce, e l’Ungheria che ne
rivendica i natali e l’originale produzione.
Il 7 gennaio ’08 a Trieste, nel corso di una seduta tecnico – legale, è
stato raggiunto un accordo sulla denominazione del vino. All’estero si
chiamerà “Friulano”, in Italia sarà “Tocai”, “Tocai friulano” o solo
“Friulano” per il mercato italiano.
Il Tocai era rimasto privo di nome, a livello ufficiale, in Italia,
dopo gli accordi del ’93 fra il nostro paese e l’Ungheria, secondo i
quali il vino poteva chiamarsi solo in Ungheria “Tokaj” e poteva essere
commercializzato solo lì con questa denominazione. Successivamente la
corte di giustizia Ue siglava ufficialmente l’attribuzione del nome
alla sola Ungheria.
Ma le alterne vicende di tal vino non terminavano qui: un decreto
ministeriale italiano riconosceva al “nettare” il nome di “Friulano”.
Però due pronunce contrarie del Tar del Lazio bloccavano l’uso di
codesta denominazione.
Ora si è giunti ad una soluzione di compromesso per tutti i produttori
friulani che intendono chiamare il proprio vino “Tocai”, in attesa che
si pronuncino una volta per tutte la Corte di giustizia Ue cui hanno
fatto ricorso i su citati produttori.
Il Mipaaf, l’associazione di produttori deputata a tali bagarre,
recepirà l’ordinanza del Tar del Lazio modificando l’originario decreto
ministeriale. Così, finalmente, le denominazioni che possono usare i
nostri non meno agguerriti produttori italiani sono quelle che più
rendono giustizia all’egregio lavoro di viticoltori e produttori
italiani.
Lunga vita al “Tocai”. Al “Tocai friulano” e al “Friulano” in Italia.