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Vini e Sapori è un portale di informazione rivolto agli appassionati di enogastronomia con aggiornamenti e notizie fornite da uno staff di amanti del buon vino e dei sapori della buona tavola. Nelle nostre rubriche dedicate vi sono aggiornamenti quotidiani relativi alle varie manifestazioni, sagre, percorsi liberi o guidati, dedicati al vino ed alle delizie "Made In Italy" sparsi in tutta Italia. Non mancano gli approfondimenti relativi alle nuove iniziative editoriali ed alle novità legislative in materia. C'è veramente l'imbarazzo della scelta! Una scoperta a 360 gradi, quindi, dei buoni sapori della nostra tavola, accompagnata dalla visita dei luoghi dove essa nasce, dalla conoscenza della sua storia, tradizione e cultura.
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Pubblicato il: 10 Marzo 2010 - 14:50 | LETTO: 113 VOLTE

Cia: "Allarme rosso" per l'agricoltura: subito concreti e straordinari interventi per ridurre i costi

Cia: "Allarme rosso" per l'agricoltura: subito concreti e straordinari interventi per ridurre i costi

Serve un nuovo progetto di sviluppo. Entro il 2010 la Conferenza nazionale. Il presidente ella Cia Giuseppe Politi fortemente preoccupato per la drammatica situazione del settore primario. Moltissime imprese non sono più nelle condizioni di stare sul mercato.
Non possiamo assistere passivamente alla distruzione di una realtà, quella agricola, che è una risorsa vitale che coinvolge direttamente ed indirettamente più di 4,5 milioni di persone tra agricoltori, lavoratori e attività industriali. Più di un milione di famiglie vivono di agricoltura.

"Se non si interviene con misure adeguate e realmente incisive, oltre 100 mila imprese agricole rischiano di chiudere i battenti entro un anno. Sarebbe un danno economico, per non parlare di quello sociale, enorme: più di 10 miliardi di euro. Occorre ridurre i pesantissimi oneri produttivi, contributivi e burocratici che gravano sugli imprenditori agricoli che hanno visto, nel 2009, tagliati di oltre un quarto i loro redditi. Governo, Parlamento, Regioni devono capire che la situazione è drammatica e che non si può perdere ulteriore tempo". Questo il grido d'allarme lanciato oggi, a Roma, dal presente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi durante il grande sit-in davanti alla Camera dei deputati, in vista del dibattito parlamentare sulla crisi economica, che investe pesantemente anche le nostre campagne, e sulle politiche da adottare per uscire da un quadro allarmante.
"Ormai -ha aggiunto Politi- siamo in una situazione di piena emergenza. Di profondo rosso. Le imprese agricole non riescono più a sostenere i costi che rappresentano macigni opprimenti sulla gestione aziendale. Uno scenario, oltretutto, aggravato dal continuo e drammatico crollo dei prezzi praticati sui campi. Un mix esplosivo che ha tagliato di netto (meno 25,3 per cento nello scorso anno) i redditi dei produttori che incontrano sempre più difficoltà e ostacoli. Un vero dramma cui bisogna porre al più presto gli adeguati ripari. Purtroppo, sino ad ora l'attenzione del governo verso il settore è stata scarsissima. Nel 2009 è stato fatto poco e nulla. Basta vedere quello che è accaduto con la legge finanziaria. Non a caso, siamo costretti a promuovere la mobilitazione.
"La finanziaria -come è stato rilevato durante la nostra V Assemblea- non conteneva nulla per l'agricoltura. Grazie alle nostre iniziative propositive e sindacali il Parlamento -ha rimarcato il presidente della Cia- ha corretto, anche se in misura parziale ed insufficiente, il testo approvato dal Consiglio dei ministri. Il ministro Zaia ha affermato che essa destina all'agricoltura nel triennio 2010-2012, 1.115 milioni di euro. Questo è certamente vero. Dimentica, tuttavia, di dire che 877 milioni sono per il finanziamento delle assicurazioni agevolate e che di questi ben 420 milioni provengono dalla Pac, cioè dagli aiuti diretti agli agricoltori. Contemporaneamente, però, 1.000 milioni sono stati tolti all'agricoltura: tra cui 450 milioni dei fondi Fas per le aree sottoutilizzate, 550 milioni per la cancellazione delle agevolazioni sul gasolio utilizzato nelle aziende agricole, la mancata proroga per il 2011 e 2012 delle agevolazioni sulla piccola proprietà contadina e, da luglio 2010, delle agevolazioni contributive a favore degli agricoltori nelle zone montane e svantaggiate".
"Le imprese agricole -ha rimarcato il presidente della Cia- chiedono validi sostegni per poter stare sul mercato e fornire il loro contributo economico e sociale. Per questo diciamo basta al silenzio assordante che c'è nei confronti di un settore che è patrimonio del nostro Paese. Non possiamo assistere passivamente alla distruzione di una realtà, quella agricola, che è una risorsa vitale. Un settore economico che coinvolge direttamente ed indirettamente più di 4,5 milioni di persone tra agricoltori, lavoratori e attività industriali collegate alla produzione agricola. Più di un milione di famiglie vivono di agricoltura".
"Scendiamo ancora una volta in piazza -ha avvertito Politi- perché vogliamo 'soldi veri' per il settore primario, per le imprese. Come è stato fatto per altri comparti produttivi, anche per l'agricoltura ci devono essere risorse. Non a caso, abbiamo scelto la data del dibattito parlamentare sulla crisi economica per promuovere il sit-in. Governo e Parlamento devono prendere coscienza della gravità della crisi. Chiediamo immediate e straordinarie misure".
"Dai cereali all'uva, dall'olio d'oliva all'ortofrutta, dalla zootecnia da carne al settore lattiero-caseario, al florovivaismo, è uno scenario allarmante. Servono -ha ribadito il presidente della Cia- interventi urgenti, straordinari e concreti. E', quindi, giunto il momento degli atti tangibili. Le imprese agricole sono in grande affanno. Oltre a tempestive misure, serve un nuovo progetto di politica agraria. E la sede più ideale per discuterla e svilupparla resta -ha concluso Politi- la Conferenza nazionale sull'agricoltura, anch'essa tante volte annunciata, ma mai programmata. E' finita pure essa nel dimenticatoio. E anche questo dimostra la scarsa attenzione che il governo ha di questo fondamentale settore. Non si può continuare ad ignorare una realtà grave che è sotto l'occhio di tutti. Ecco perché la nostra protesta sarà ferma e determinata. Ci battiamo con energia affinché un grande patrimonio, quale è, appunto, quello agricolo e rurale dell'Italia, non vada disperso e si frammenti ulteriormente. Le conseguenze sarebbero devastanti non solo per il settore, ma anche per l'intera economia".


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