Non possiamo assistere passivamente alla distruzione di una realtà, quella agricola, che è una risorsa vitale che coinvolge direttamente ed indirettamente più di 4,5 milioni di persone tra agricoltori, lavoratori e attività industriali. Più di un milione di famiglie vivono di agricoltura."Se non si interviene con misure adeguate e realmente incisive, oltre 100 mila imprese agricole rischiano di chiudere i battenti entro un anno. Sarebbe un danno economico, per non parlare di quello sociale, enorme: più di 10 miliardi di euro. Occorre ridurre i pesantissimi oneri produttivi, contributivi e burocratici che gravano sugli imprenditori agricoli che hanno visto, nel 2009, tagliati di oltre un quarto i loro redditi. Governo, Parlamento, Regioni devono capire che la situazione è drammatica e che non si può perdere ulteriore tempo". Questo il grido d'allarme lanciato oggi, a Roma, dal presente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi durante il grande sit-in davanti alla Camera dei deputati, in vista del dibattito parlamentare sulla crisi economica, che investe pesantemente anche le nostre campagne, e sulle politiche da adottare per uscire da un quadro allarmante.
"Ormai -ha aggiunto Politi- siamo in una situazione di piena emergenza. Di profondo rosso. Le imprese agricole non riescono più a sostenere i costi che rappresentano macigni opprimenti sulla gestione aziendale. Uno scenario, oltretutto, aggravato dal continuo e drammatico crollo dei prezzi praticati sui campi. Un mix esplosivo che ha tagliato di netto (meno 25,3 per cento nello scorso anno) i redditi dei produttori che incontrano sempre più difficoltà e ostacoli. Un vero dramma cui bisogna porre al più presto gli adeguati ripari. Purtroppo, sino ad ora l'attenzione del governo verso il settore è stata scarsissima. Nel 2009 è stato fatto poco e nulla. Basta vedere quello che è accaduto con la legge finanziaria. Non a caso, siamo costretti a promuovere la mobilitazione.
"La finanziaria -come è stato rilevato durante la nostra V Assemblea- non conteneva nulla per l'agricoltura. Grazie alle nostre iniziative propositive e sindacali il Parlamento -ha rimarcato il presidente della Cia- ha corretto, anche se in misura parziale ed insufficiente, il testo approvato dal Consiglio dei ministri. Il ministro Zaia ha affermato che essa destina all'agricoltura nel triennio 2010-2012, 1.115 milioni di euro. Questo è certamente vero. Dimentica, tuttavia, di dire che 877 milioni sono per il finanziamento delle assicurazioni agevolate e che di questi ben 420 milioni provengono dalla Pac, cioè dagli aiuti diretti agli agricoltori. Contemporaneamente, però, 1.000 milioni sono stati tolti all'agricoltura: tra cui 450 milioni dei fondi Fas per le aree sottoutilizzate, 550 milioni per la cancellazione delle agevolazioni sul gasolio utilizzato nelle aziende agricole, la mancata proroga per il 2011 e 2012 delle agevolazioni sulla piccola proprietà contadina e, da luglio 2010, delle agevolazioni contributive a favore degli agricoltori nelle zone montane e svantaggiate".
"Le imprese agricole -ha rimarcato il presidente della Cia- chiedono validi sostegni per poter stare sul mercato e fornire il loro contributo economico e sociale. Per questo diciamo basta al silenzio assordante che c'è nei confronti di un settore che è patrimonio del nostro Paese. Non possiamo assistere passivamente alla distruzione di una realtà, quella agricola, che è una risorsa vitale. Un settore economico che coinvolge direttamente ed indirettamente più di 4,5 milioni di persone tra agricoltori, lavoratori e attività industriali collegate alla produzione agricola. Più di un milione di famiglie vivono di agricoltura".
"Scendiamo ancora una volta in piazza -ha avvertito Politi- perché vogliamo 'soldi veri' per il settore primario, per le imprese. Come è stato fatto per altri comparti produttivi, anche per l'agricoltura ci devono essere risorse. Non a caso, abbiamo scelto la data del dibattito parlamentare sulla crisi economica per promuovere il sit-in. Governo e Parlamento devono prendere coscienza della gravità della crisi. Chiediamo immediate e straordinarie misure".
"Dai cereali all'uva, dall'olio d'oliva all'ortofrutta, dalla zootecnia da carne al settore lattiero-caseario, al florovivaismo, è uno scenario allarmante. Servono -ha ribadito il presidente della Cia- interventi urgenti, straordinari e concreti. E', quindi, giunto il momento degli atti tangibili. Le imprese agricole sono in grande affanno. Oltre a tempestive misure, serve un nuovo progetto di politica agraria. E la sede più ideale per discuterla e svilupparla resta -ha concluso Politi- la Conferenza nazionale sull'agricoltura, anch'essa tante volte annunciata, ma mai programmata. E' finita pure essa nel dimenticatoio. E anche questo dimostra la scarsa attenzione che il governo ha di questo fondamentale settore. Non si può continuare ad ignorare una realtà grave che è sotto l'occhio di tutti. Ecco perché la nostra protesta sarà ferma e determinata. Ci battiamo con energia affinché un grande patrimonio, quale è, appunto, quello agricolo e rurale dell'Italia, non vada disperso e si frammenti ulteriormente. Le conseguenze sarebbero devastanti non solo per il settore, ma anche per l'intera economia".