E' la posizione della Coldiretti sulla vicenda dell'enoteca regionale di Jesi, il cui passaggio di gestione dall'Assivip all'Imt, Istituto Marchigiano di Tutela, è al centro di una serie di polemiche.
"Se il Comune ritiene utile avere un'enoteca cittadina per la promozione di poche decina di aziende locali è pienamente libero di farlo ma non utilizzando i fondi messi a disposizione di tutti i produttori di questa regione per la promozione del vino - spiega Coldiretti -. L'enoteca regionale che dovrebbe essere gestita dall'Imt, l'Istituto marchigiano di tutela, dovrà rappresentare realmente tutti i produttori sul territorio, con una struttura adeguata che non può certo essere quella attuale e un'impostazione differente che sia davvero al servizio dei produttori di vino Doc e Docg del territorio".
"E queste, a nostro avviso, sono condizioni imprescindibili per poter mantenere l'enoteca a Jesi, poiché altrimenti è lecito pensare a una diversa collocazione, valutando le proposte già pervenuta da parte di comuni della provincia e lasciando piena liberta all'amministrazione comunale di rilevare e gestire come meglio crede la propria struttura, che diverrebbe cittadina", conclude Coldiretti.
Se la Regione Marche ha individuato nei Consorzi di tutela legalmente riconosciuti sul territorio i destinatari degli oltre 10 milioni di euro per il triennio 2010-2013, con l'obiettivo di offrire alle aziende vitivinicole operanti sul nostro territorio maggiore visibilità a livello nazionale, comunitario ed internazionale, non è accettabile che, secondo Coldiretti, tale indirizzo venga poi vanificato, lasciando le cose come stanno, a danno dell'intero settore.