I Ristoratori Italiani in Germania, nel rinnovare le cariche, hanno dedicato uno spazio limitato alle stucchevoli e tradizionali battaglie delle correnti, che al massimo possono interessare l’organizzazione interna dell’Associazione, mentre più produttivo è stato il confronto delle idee sviluppato in un vero Convegno dal tema “Ritorno al Futuro”.
Un confronto d’idee, moderate e stimolate dal noto direttore Mauro Montanari, del Corriere d’Italia, senza relatori ufficiali, ma dove tutti hanno avuto l’occasione d’esprimere i loro punti di vista: produttori, importatori, distributori, buyer, giornalisti, enologi, chef e dirigenti d’Azienda, oltre naturalmente ai padroni di casa, i Ristoratori Italiani di CIAO ITALIA.
Nel Contenitore ha trovato uno spazio adeguato la mostra, degustazione, incontro commerciale tra domanda ed offerta, delle Aziende eno gastronomiche ed agro alimentari provenienti da diverse Regioni Italiane.
La presenza tra gli stand della La Botte Piccola, un tour operator specializzato in viaggi eno gastronomici in Italia, è servita a porre l’accento sulla complementarietà tra settori diversi, ma indissolubilmente legati da un comune obiettivo.
I prodotti in esposizione sono serviti a riempire di profumo e gusto il Contenitore dato che, sapientemente accostati ed elaborati dagli chef dell’Orangerie (sede dell’evento), sono serviti alla preparazione dei menù della due giorni di Darmstadt.
Quale Futuro è stato disegnato per CIAO ITALIA Germania?
Cosa è emerso dal dibattito Congressuale?
Tra Passato e Futuro c’è un ponte da attraversare: Il Presente.
Un presente di transizione, difficile come la crisi che viviamo. Una crisi in larga misura importata, ma che l’Europa accresce di suo.
Una crisi che da soli è impossibile superare. Occorre unire le forze più sane, più preparate, più intraprendenti, più lungimiranti. Forze capaci di leggere non il domani, ma il dopodomani; capaci di rischiare senza attendersi troppi aiuti dall’alto.
Stiamo parlando delle economie dei nostri Paesi, ma stiamo parlando anche di CIAO ITALIA.
Nei momenti di crisi nascono le leaderships migliori, capaci di superare gli ostacoli costituiti da chi si vuole ancorare al proprio passato e frena: frena i giovani, le donne, gli anziani giovani di mente e ricchi di sana esperienza. Si oppone alle novità temendo di perdere delle posizioni che sono ormai prive di un qualsiasi minimo potere reale.
La risposta emersa dal dibattito è l’unità dei settori, delle professioni, dei mestieri, delle imprese, che giocano, con ruoli diversi, nello stesso campionato.
Una grande ed unica squadra che nasce, come idea strategica, dal Congresso di CIAO ITALIA e che unisce i Ristoratori Italiani ai Produttori, gli chef, i distributori, gli importatori, gli operatori del turismo, i comunicatori, i sommelier, i cultori della cucina (scuole – informazione – formazione), gli editori di pubblicazioni specializzate di ristorazione, i consumatori ed amanti della cucina ed infine,ma non certamente ultimi, i giornalisti della stampa, della televisione e dei più moderni mass- media.
E’ un programma ambizioso, che deve, di concerto con le Associazioni di categoria, essere definito nei modi e nei tempi, ma che deve essere realizzato nel più breve tempo possibile, pena la scomparsa di quanto di buono è stato fatto dai “pionieri” del novecento che con “Ritorno…” vogliamo emulare e ringraziare per quanto hanno fatto e possono ancora fare.
Dalla Germania, da Darmstadt, da CIAO ITALIA Germania nasce la “santa alleanza”, nome che evochiamo non per presunzione, ma per una grande umiltà.
Il Congresso, aprendo pariteticamente le porte del dibattito a tutti, ha dimostrato che gli uomini sono pronti a recepire il nuovo immaginato; saranno le Associazioni, capaci fino ad oggi a farsi una guerra tra poveri, vivere d’invidia e di pettegolezzi, altrettanto pronte?
Alle Istituzioni Italiane cosa chiede CIAO ITALIA Germania?
Innanzi tutto occorre precisare che non solo le Istituzioni Italiane devono interessarsi al Progetto, ma se possibile forse di più quelle tedesche. Questo anche perché non possiamo parlare d’Europa a giorni alterni.
E’ un ragionamento economico Nazionale ed Europeo che deve convincere le Istituzioni dei due Paesi a smettere di riempirsi la bocca di vuote parole.
Dalle Istituzioni Italiane, di là dalle parole, non c’è aiuto per i Ristoratori Italiani. Politici e Governi, di qualsiasi colore, nella loro miopia, vedono solo (e sono forse quelli guidati dai migliori uomini perché il problema almeno se lo sono posto) che questi ex emigranti, o lavoratori / imprenditori / aspiranti imprenditori, non sono più quelli le cui rimesse aiutavano l’economia del Paese d’origine. Inoltre sono tanti e sempre più cresceranno di numero, i Ristoratori della seconda e terza generazione, figli di italiani ma definitivamente tedeschi, speriamo Europei.
I Ristoranti Italiani in Germania (ma il discorso divamperà e si estenderà se il Progetto di CIAO ITALIA Germania avrà successo) lavorano, vivono, consumano, producono ed investono in Germania.
L’Italia però ha i benefici dalle esportazioni dei suoi prodotti e dalle “importazione” di turismo (che vale aver salvato l’Alitalia se non si sviluppano i flussi turistici e d’affari?).
E' una catena che lega i diversi settori e se un anello si spezza la catena si rompe.
Non possiamo in un solo articolo esaurire tutti gli argomenti, quindi se la stampa ed i mass media saranno partner del Progetto, il tema sarà approfondito a più voci e soprattutto, per quanto ci riguarda, passeremo dalle parole ai fatti.
Domani chiederemo un incontro al Ministro delle Politiche Agricole, poi al Ministro dello Sviluppo economico e delle Attività Produttive, ed ancora al Ministro degli Esteri e al Sottosegretario della Presidenza con delega al Turismo. E’ un Progetto Paese non di settore.
Parimenti sarà fatto con i Responsabili Governativi della Germania.
E’ un sostegno alle idee che si chiede, non un sostegno finanziario, anzi sarà richiesto una razionalizzazione delle spese a carico della collettività e per questo le nostre azioni saranno sempre portate all’attenzione del Ministro dell’Economia.