I costi delle imprese agricole continuano a crescere in maniera opprimente, mentre i prezzi sui campi sono sempre più in caduta libera. Occorre intervenire al più presto.
Bisogna alleggerire un "peso" che grava sull'attività imprenditoriale. Per questo motivo rinnoviamo l'invito affinché, attraverso un decreto d'urgenza, si preveda una sostanziale proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (in scadenza il prossimo 31 luglio) per le aziende che operano in territori svantaggiati e di montagna e dell'"accisa zero" sul gasolio per tutte le imprese e non solo per le serre.
E' quanto sollecitato oggi dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori durante il sit-in a Roma in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati in vista del dibattito sulla crisi economica e sulle misure da predisporre.
Finora nei confronti dell'agricoltura del nostro Paese -ha sostenuto la Cia- c'è stata scarsa attenzione. Il governo ha fatto tante promesse, ma i pochi interventi decisi sono totalmente insufficienti. La stessa finanziaria per il 2010 è risultata molto deludente. Davanti all'attuale drammatico scenario, è necessario che si adottino misure tempestive e straordinarie per ridare fiato alle imprese. Sia la fiscalizzazione che l'"accisa zero" sul gasolio possono garantire una riduzione dei costi. Certo non rappresentano la soluzione dei problemi degli imprenditori agricoli, ma sono in grado di ridare una boccata d'ossigeno ai tanti agricoltori che oggi fanno fatica ad operare e rischiano di essere espulsi dal mercato.
D'altra parte, il panorama per gli agricoltori delle zone montane e svantaggiate -ha rimarcato la Cia- è alquanto difficile e costellato da nubi minacciose. Le agevolazioni contributive (meno 75 per cento per la montagna e meno 68 per cento per le aree svantaggiate) finiscono con il prossimo 31 luglio. Dal primo agosto gli aumenti saranno considerevoli e per le aziende, che già operano in condizioni precarie, le prospettive appaiono drammatiche. Per quelle di montagna le agevolazioni si riducono al 70 per cento, mentre per quelle delle aree svantaggiate al 40 per cento. Il danno è rilevante perché proprio l'80 per cento delle giornate denunciate all'Inps sono svolte in territori agevolati. E proprio le aziende delle aree svantaggiate rappresentano il 55 per cento del totale.
La situazione diventa ancora più allarmante se si pensa che molte di queste imprese -ha rilevato la Cia- avevano aderito all'operazione di ristrutturazione dei debiti Inps.
Stesso discorso per l'"accisa zero" sul gasolio. Questa agevolazione non è fondamentale solo per le serre -settore sul quale, peraltro, pende una procedura Ue che ritiene il "bonus" un aiuto nazionale e questo sta alimentando molta confusione e preoccupazione tra i serricoltori- ma anche per tutte le altre aziende agricole che in questi anni hanno visto crescere in modo eccessivo il costo del carburante indispensabile per la loro attività.
E' stata sollecitata nel corso del sit-in anche la riduzione al 4 per cento dell'aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle attività agricole per l'intero 2010. E' stato, inoltre, richiesto di ridurre del 50 per cento le aliquote Iva relative all'acquisto dei beni e servizi necessari allo svolgimento dell'attività agricola e la fissazione al 4 per cento dell'Iva sulle nuove strutture realizzate nell'ambito del Piani di sviluppo rurale.
Gli agricoltori della Cia hanno anche chiesto che venga esteso il credito d'imposta per nuovi investimenti produttivi in agricoltura a tutto il territorio nazionale, con priorità agli investimenti che mirano all'aggregazione dell'offerta ed alla stipula di accordi interprofessionali. Va anche favorito l'accesso al credito e la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole con la trasformazione del debito con gli istituti bancari dal breve a medio e lungo termine e con agevolazioni sui finanziamenti destinati alla trasformazione di esposizioni debitorie contratte con istituti di credito con l'assistenza del fondo riassicurativo presso l'Ismea.
Per la Cia è anche indispensabile aumentare la dotazione finanziaria per il credito d'imposta per l'imprenditoria giovanile. Agea, Organismi pagatori regionali e Regioni devono, inoltre, velocizzare e anticipare i pagamenti dei Fondi Ue (Pac, Psr, ecc.) e occorre attivare immediatamente tutti i bandi previsti dai Piani di sviluppo rurale.
Invitiamo, quindi, sia il governo che le forze parlamentari ad impegnarsi affinché le imprese agricole possano essere sgravate di una parte dei pesanti costi che oggi sostengono e messe nelle condizioni di stare ancora sul mercato. Altrimenti, sarebbe la chiusura.