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Francia e Germania aspettano 20.000 tonnellate di finocchio dalla Terra di Lecce
Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'articolo di Antonio Bruno dal tema: "Un affare da 20 milioni di Euro: Francia e Germania aspettano 20.000 tonnellate di finocchio dalla Terra di Lecce"...
Pubblicato il: 18/11/2008 - 20:16:53 ::Letto 150 volte
"Un affare da 20 milioni di Euro: Francia e Germania aspettano 20.000 tonnellate di finocchio dalla Terra di Lecce"
di Antonio Bruno
Il finocchio, Foeniculum volgare si chiama "foeniculum" perché diminutivo di fieno in quanto la pianta quando secca ingiallisce e assomiglia al fieno. E' diploide (2n = 22) e appartiene alla famiglia delle Apiaceae - Umbelliferae la stessa dell'Anice, della carota, del coriandolo, del cumino, del prezzemolo e del sedano. Quelle spontanee perenni sono senza GRUMOLO. Il Titano Prometeo ingannò Zeus che voleva affamare gli uomini. Zeus arrabbiato TOLSE AGLI UOMINI IL FUOCO ma Prometeo andò di nascosto sull'Olimpo e rubò una brace che nascose nel cavo di un fusto di finocchio e che donò agli uomini (Esiodo, Opere e giorni 47 ss., 50 e ss., Eschilo, Prometeo incatenato 107 ss.). Maratona, nome della pianura in riva all'Egeo dove gli Ateniesi sconfissero i Persiani nel 490 a.C., significa in greco "campo di finocchi". Le prime notizie in letteratura che riguardano il finocchio nella forma che oggi coltiviamo e i primi riferimenti al suo impiego come alimento risalgono al XVI secolo e sono notizie che riguardano coltivazioni nei pressi di Firenze.
Il finocchio è originario dell'Europa meridionale, viene introdotto in Gran Bretagna dai romani, quindi più tardi importato in America. Il non si adatta nei paesi tropicali umidi ma è coltivato ovunque. Lo si raccoglie da agosto a novembre.
Nell'Impero Romano era conosciuto come selvatico e si usavano i suoi semi per conservare le derrate alimentari. Molte volte i semi venivano messi nelle anfore dove c'erano i fichi secchi o in quelle dove erano conservate le olive.
Plinio il Vecchio aveva osservato che i serpenti, durante la muta della pelle, si cibavano solo della pianta del finocchio e per questo motivo si riteneva che il finocchio aiutasse ad acuire la vista ma lo stesso Plinio gli attribuiva molte virtù terapeutiche infatti possiamo leggere: "le foglie stimolano l'appetito sessuale" e "in qualunque forma il finocchio aumenta lo sperma". Per questi motivi a Roma, i gladiatori, considerati un simbolo di virilità, si alimentavano anche con il finocchio per accrescere il loro vigore. Le cronache del Medioevo, riferiscono di preti che rimproveravano i fedeli perché masticavano il finocchio anche durante la predica, pare che lo facessero per non far sentire quei fastidiosi rumori gastrici.
Il Finocchio nel Cinquecento entrò a far parte delle farmacie naturali di allora e venne coltivato per ricavarne i semi il cui infuso era uno stimolante e un digestivo.
Durante il Medioevo, Carlo Magno decretava la presenza negli orti imperiali di questa pianta dalle qualità taumaturgiche.
Presso la Scuola Salernitana si insegnava che "Semen cum vino sumptum veneris moves actus, atque senes eius gustu juvenescere dicunt" (il seme del finocchio bevuto col vino eccita i piaceri di Venere e si dice che ridesti nei vecchi il giovanil vigore).
Nella stessa epoca i semi del finocchio si usavano per aromatizzare piatti di maiale o conservare salumi come la finocchiona.
Ha sempre origini medioevali il verbo "infinocchiare", derivato dal gambo di finocchio offerto dai tavernieri ai clienti per non far distinguere la qualità del vino servito.
Si racconta che gli osti di una volta, prima di servire il vino a tavola, offrissero ai loro clienti del finocchio fresco. Dato che il sapore del vino risulta più gradevole con il gusto di questa verdura in bocca, l'oste poteva facilmente "infinocchiare" l'avventore, servendogli del vino poco buono o annacquato, senza che questo si lamentasse.
Dice che nel mondo prima della venuta della civiltà c'erano (e ci sono ancora dice qualcuno) gli "Uri" o "Lureddrhi" o meglio Orchetti che come saprete sono i figli delle Fate: talvolta sono deformi e deboli, talaltra invece sono aggressivi e feroci, entrano nelle case e rubano tutto quello che trovano. Sempre la leggenda sostiene che se infestati da "Uru" è possibile liberarsene definitivamente facendo loro trovare del pane con semi di finocchio, che è per loro un potente veleno. Per questo il finocchio (che protegge anche dalle Streghe) è detto "erba buona".
Il finocchio era usato già dagli antichi Egizi per migliorare la cattiva digestione; in India la pianta era impiegata nella preparazione di pozioni afrodisiache. Alcuni autori antichi lo consideravano un rimedio contro il morso di serpente, mentre nel medioevo il finocchio era considerato un antidoto contro la stregoneria.
Ai nostri giorni la sue applicazioni sono sopratutto quella digestiva e quella respiratoria.
Il finocchio è una coltura tipica del bacino del Mediterraneo.
L'Italia con circa 22.000 ha coltivati ed una produzione di circa 480.000 t è il maggiore produttore europeo (92% circa della produzione continentale), seguito a grande distanza da Spagna (circa 15.000 t), Francia (circa 8.000 t), Olanda (5.000 t) e Germania (circa 2.000 t).
In Puglia si producono 128.000 Tonnellate di Finocchio che rappresentano il 22% della produzione totale nazionale.
I dati provvisori della Provincia di Lecce di quest'anno della coltivazione del finocchi, suscettibili di successive rettifiche, sono i segunenti (Fonte ISTAT)
La produzione unitaria di finocchio è in media di 22 tonnellate per ettaro mentre la superficie è aumentata e risulta raddoppiata rispetto al 1953 (22.000 ettari contro 10.000 ettari) (Vito Vincenzo Bianco Dip. di Scienze delle Produzioni Vegetali Università di Bari)
Soprattutto in questi giorni caratterizzati da una arietta autunnale ecco che giungono in soccorso i GRUMOLI di finocchio.
Come? Non sapete che cosa sono i GRUMOLI? Eppure ve li mangiate e ne siete ghiotti.
Sono le guaine delle foglie del finocchio ingrossate, ispessite, strettamente embricate e avvolgenti il breve caule formando la parte edule e commerciale, detta grumolo (o falso bulbo).
Nelle varietà "estive", le foglie che formano il grumolo sono poco numerose (4-6), il lembo è relativamente poco suddiviso e le guaine, lunghe e strette, formano un grumolo allungato e appiattito.
Nelle varietà "autunnali", il grumolo è costituito da un maggiore numero di foglie (circa 8-10), il lembo è molto ramificato e può raggiungere un grande sviluppo; le guaine sono corte e larghe ed il grumolo è tendenzialmente globoso.
Il finocchio è ampiamente coltivato negli orti per la produzione del grumolo che è la parte più interna e più tenera della struttura compatta costituita dall'insieme delle guaine fogliari, che si presentano di colore biancastro, carnose, strettamente appressate le une alle altre attorno ad un brevissimo fusto conico, direttamente a livello del terreno. La raccolta dei grumoli avviene in tutte le stagioni, secondo le zone di produzione. Si adatta a qualsiasi terreno di medio impasto con presenza di sostanza organica. Le piante vengono disposte in file e distanziate di circa 25 cm l'una dall'altra. La raccolta del grumolo avviene dopo circa 90 giorni dalla semina. Richiede frequenti e abbondanti irrigazioni e preferisce un clima temperato di tipo mediterraneo.
La tavola di novembre prevede la presenza del FINOCCHIO Foeniculum vulgare Mill.
Il seme del finocchio contiene: anetolo (Etere metilico del parapropenilfenolo, uno dei principali costituenti dell'olio di semi di anice da cui dipende il suo aroma), fencone, chetone anisico, dipinene, canfene, fellandrene, dipentene e acido metilcavicolo.
È emmenagogo, diuretico, carminativo, aromatico, antispasmodico, anti-infiammatorio, epatico. È utilizzato per chi ha difficoltà digestive, aerofagia, vomito e nell'allattamento per ridurre le coliche d'aria nei bambini. É noto infatti che un forte tè fatto con i semi di questa pianta sia molto efficace nel trattamento di gonfiori addominali da aerofagia.
Inoltre combatte i processi fermentativi dell'intestino crasso, e quindi diminuisce il gas intestinale. Quindi può essere utile per ridurre la componente dolorosa della sindrome da colon irritabile.
(Notizie dall'Informatore Agrario di Carlo Pirazzoli Dipartimento di economia ed ingegneria agraria )
In Europa l'Italia produce il 90% dei finocchi disponibili sul mercato per tutto l'anno e in Francia si stima che necessitino 20.000 tonnellate di finocchio ogni anno con una produzione di appena 8.000 tonnellate e negli ultimi anni per l'80% le forniture alla Francia le abbiamo fatte noi Italiani. Altre 7.000 tonnellate vengono esportate in Germania che richiede i finocchi soprattutto nel periodo primaverile.
Per soddisfare questa richiesta è interessante una coltivazione che preveda l'abbattimento dei costi di produzione che è possibile ricorrendo alla meccanizzazione delle operazioni colturali, specialmente della raccolta che assorbe oltre il 50% delle ore di lavoro richiesto per l'intero ciclo colturale. Per tale scopo si prendono in considerazione le prove condotte in azienda dal Prof. Domenico Bonfà e dal Prof. Ferruccio Giametta entrambi dell'Università di Reggio Calabria Facoltà di Agraria. Per le prove si è impiagata una semiportata da una trattrice di 60 - 65 kW, munita di sollevatore idraulico che è azionata dalla presa di potenza della stessa. E' dotata di due ruote e di un dispositivo di taglio dell'apparato radicale rappresentato da un coltello a lama fissa inclinata 45° rispetto alla direzione di avanzamento verso cui viene convogliato il prodotto da due spartitori collocati anteriormente. Poi un convogliatore - elevatore a cinghie trapezoidali; un dispositivo di taglio (due seghe circolari controrotanti) che recide la parte aerea e un trasportatore orizzontale a rulli o a nastro.
La manodopera coinvolta per la raccolta del finocchio è complessivamente di 5 unità. Le prove hanno dato la capacità di lavorazione di 0,17 ettari in un'ora si sono quindi raccolti circa 5 tonnellate di finocchi in un'ora. Per la produttività del lavoro le prove hanno dato 1.000 Kg/ora per addetto, corrispondenti a circa 2.720 finocchi in un'ora, la macchina non riesce a raccogliere il 2 - 3% del prodotto.
Per i costi della macchina gli studiosi hanno stimato un costo annuo del 15% del valore della macchina trattrice a nuovo e il 10% dell'operatrice. Inoltre c'è la spesa dell' 1% del Valore nuovo per il ricovero della macchina e le spese generali, l'assicurazione, i tributi hanno un valore corrispondente al 2,5% del Valore a Nuovo della macchina e dell'operatrice.
Per i costi di manutenzione la trattrice esige il 6% e l'operatrice il 5% del prezzo di acquisto.
Fatte queste premesse, ad una utilizzazione della raccoglitrice di 300 ore annue.
Se qualcuno desidera prendere in considerazione la possibilità di coltivare finocchi per il mercato interno e per l'esportazione tenga presente che prima vanno fatti i calcoli e se qualcuno che mi legge lo desidera potrà avere il mio ausilio o quello di un collega Dottore Agronomo per valutare l'opportunità di intraprendere la coltivazione del finocchio per esportarlo alla volta di Francia e Germania.
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