Per le
Marche si tratta di una buona performance
rispetto alla valutazione dello scorso anno. Infatti, in confronto al
2008 aumenta il numero dei vini marchigiani ad essere insigniti di questo
prestigioso riconoscimento: undici per il 2008 e ben quindici per il 2009.
Quindi, quest'anno sono ben 15 i vini delle
Marche a fregiarsi del titolo dei "
Tre Bicchieri" assegnati dalla "
Guida dei Vini d'Italia 2009", a cura del
Gambero Rosso e
Slow Food.
Il Verdicchio fa la parte del leone.
Ecco nel dettaglio i vini premiati:
- Barricadiero 2006 Aurora
- Conero Rossini Ris. 2005 Piantate Lunghe
- Erasmo Castelli 2006 Maria Pia Castelli
- Fedus Sangiovese 2006 San Savino - Poderi Capecci
- Regina del Bosco 2005 Fattoria Dezi
- Rosso Piceno Sup. Roggio del Filare 2005 Velenosi
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Misco Ris. 2005 Tenuta di Tavignano
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Plenio Ris. 2005 Umani Ronchi
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. San Sisto Ris. 2005 Fazi Battaglia
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Stefano Antonucci Ris. 2006 Santa Barbara
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium 2006 Gioacchino Garofoli
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. S. Michele 2006 Vallerosa Bonci
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Villa Bucci Ris. 2006 Bucci
- Verdicchio di Matelica Collestefano 2007 Collestefano
- Verdicchio di Matelica Mirum Ris. 2006 La Monacesca
Ecco il commento ufficiale alla valutazione fornito da
Gambero Rosso e
Slow Food:
Il Verdicchio si afferma sempre di più come uno dei grandi bianchi italiani e il numero dei Tre Bicchieri conquistati quest’anno da vini prodotti con questa varietà - nove, il più alto di sempre - lo ribadisce una volta di più.
Oltre all’innegabile affermazione si intravede soprattutto una maggiore chiarezza interpretativa del vitigno, anche se rimangono comunque presenti tante differenti espressioni, più o meno convincenti.
A noi piacciono particolarmente i Verdicchi “crudi”, quelli prodotti tradizionalmente in acciaio con uve raccolte al giusto stadio di maturazione, che una volta nel bicchiere insistono sulle note floreali e minerali tipiche del vitigno con nervosità giovanile e grande sapidità al gusto.
Seguendo questa logica abbiamo premiato i Verdicchi dei Castelli di Jesi Podium 2006 di Garofoli, San Michele 2006 di Vallerosa Bonci, Misco Riserva 2005 di Tenuta di Tavignano, assieme a due grandi espressioni di Verdicchio di Matelica – il Mirum 2006 de La Monacesca e il vino prodotto da Collestefano nel 2007 – che ci sono parsi i campioni più significativi di questa tipologia.
Anche la strada dell’affinamento del Verdicchio in legno – quando viene condotta con sapienza e parsimonia - non è certo avara di grandi prodotti, se consideriamo la facilità e la sicurezza con la quale il San Sisto 2005 di Fazi Battaglia, il Plenio 2005 di Umani Ronchi, il Villa Bucci 2006 di Bucci e lo Stefano Antonucci 2006 di Santa Barbara hanno conquistato il nostro più ambito riconoscimento.
Al contempo non ci vorremmo dimenticare del buon numero di etichette dell’annata 2007 che, pur non mostrandosi come una delle migliori vendemmie degli ultimi anni, ha comunque garantito tante buone bottiglie di Verdicchio da gustarsi quotidianamente a prezzi contenuti.
Accanto alle performance del più nobile bianco marchigiano sono cresciute di numero anche le affermazioni di eccellenza nel campo dei rossi, dove a farla da padrone resta sempre l’altro grande vitigno di questa regione, ovvero il montepulciano, declinato in maniera differente a seconda della zona di coltivazione: lo ritroviamo più morbido e succoso nel Conero Rossini di Piantate Lunghe, più denso e stratificato nel Regina del Bosco della Fattoria Dezi, più arcigno e nervoso nell’Erasmo Castelli di Maria Pia Castelli.
Sempre montepulciano ma con una punta di cabernet e merlot in aggiunta nel sanguigno e puntuto Barricadiero di Aurora; maritato con un po’ di sangiovese nel Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare di Velenosi, unico vino a mantenere alto il nome della più importante denominazione delle Marche meridionali (oltretutto nell’anno in cui si celebrano i 40 anni dall’istituzione della grande Doc regionale Rosso Piceno).
Il Fedus di San Savino invece è un omaggio al sangiovese, vitigno spesso dimenticato che costituisce l’ossatura (e in anni passati una delle principali fonti di reddito per chi esportava le cisterne di vino nelle altre regioni italiane) di molte aziende marchigiane.
Per visionare la
lista completa (regione per regione) dei vini insigniti dei
Tre Bicchieri 2009 del
Gambero Rosso -
Slow Food - cliccare
qui.