Onestina è stata munta in diretta mentre all'ingresso del Pirellone sono stati depositati gli scatoloni contenenti una parte della montagna di carte che in questi anni le aziende agricole hanno dovuto sopportare per la gestione burocratica del sistema delle quote latte.
«Noi rispettiamo sempre la legge, ma la legge rispetti noi», hanno detto gli allevatori durante la simbolica catena umana con la quale hanno circondato la sede della Regione Lombardia. Uno studio di Coldiretti evidenzia che ad oggi i produttori di latte in regola hanno sostenuto costi per la gestione delle quote latte pari a 2,42 miliardi di euro, dei quali 1,7 miliardi per l'acquisto, 150 milioni per l'affitto, 220 per il versamento del prelievo e 350 milioni per l'adesione alla rateizzazione prevista dalla legge 119/03.
«Non si scherza con il lavoro delle persone - ha detto Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia - quello che sta
succedendo con la proroga sui pagamenti delle multe per le quote che si intende concedere a un piccolo gruppo di splafonatori è una ferita per la stragrande maggioranza degli allevatori onesti che in questi anni ha speso soldi, tempo e fatica per rispettare la legge. Troppo comodo dire adesso che si è scherzato. Così non va».
«Rispettare le leggi non può essere una colpa - ha aggiunto il presidente di Coldiretti Brescia Ettore Prandini - e se lo Stato deve fare ulteriori accertamenti, se dopo 25 anni i conti sono ancora da rifare, allora lo Stato restituisca agli allevatori tutto ciò che questi hanno speso per acquistare e affittare quote, per restare dentro i riferimenti produttivi che lo Stato oggi dice di dover verificare.
«Come se non bastasse, al problema delle quote si somma il nodo del prezzo del latte inchiodato da gennaio ai 33,156 centesimi al litro nonostante i mercati abbiano evidenziato chiari segnali di ripresa.
«Sembra strano - conclude Prandini - ma ogni volta che si verificano condizioni di mercato capaci di portare ad una sensibile e positiva revisione del prezzo alla stalla, torna in ballo la questione delle quote-latte. Una vicenda così lunga e tormentata che alimenta tensioni tra i produttori al punto da far perdere di vista il problema del prezzo. Evidentemente, intorno alla vicenda quote, così come intorno al falso Made in Italy agroalimentare, gravitano molti interessi, non sempre legittimi».
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