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Sabato, 4 luglio 2009 - Ore 16:40

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Luca Zaia: ecco il bilancio dei miei primi sei mesi di lavoro


Luca Zaia: ecco il bilancio dei miei primi sei mesi di lavoro

Luca Zaia: ecco il bilancio dei miei primi sei mesi di lavoro... Dall'Italia all'Europa: viaggio di andata e ritorno, insieme al Ministro Luca Zaia, fra ciņ che č stato fatto e ciņ che resta da fare al Mipaaf. L'intervista di di Paola Ancora...

A Bruxelles si è chiuso giovedì scorso il difficile negoziato sulla Politica Agricola Comune. L'Italia ha ottenuto molto. E' soddisfatto?
Si. E' stata la meritata vittoria di una squadra e degli uomini che la compongono: l'Italia è uscita a testa alta da questo negoziato. Ed ha saputo guadagnarsi un posto di tutto rispetto ai tavoli delle trattative, laddove 24 anni fa era stata abbandonata al suo destino dalle scelte politiche miopi di chi ci rappresentava. Voglio ringraziare il Commissario all'agricoltura Mariann Fischer Boel e il presidente di turno del Consiglio agricolo Michel Barnier per aver accolto la nostra piattaforma negoziale, dichiarando che l'”Italia si merita tutto questo”. Ci rende orgogliosi di aver fatto valere le nostre ragioni con decisione, in nome di una politica europea che vogliamo sia sempre equa e giusta con tutti coloro che vi partecipano.
Modulazione, articolo 68, quote latte e tabacco, i pilastri della piattaforma negoziale italiana. Si sarebbe potuto fare di più?
Fare di più no di certo: sono stati mesi di lavoro intenso ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Avremmo voluto ottenere di più per il settore tabacchicolo. Andiamo con ordine: l'impatto della modulazione è stato ridimensionato rispetto all'ipotesi avanzata dalla Commissione. Accogliendo le preoccupazioni manifestate dall'Italia, la modulazione introdotta dall'accordo ammonterà al 5% rispetto all'8% della proposta iniziale. L'Italia ha poi chiesto ed ottenuto una maggiore flessibilità per l'attivazione delle misure previste dall'art. 68, in particolare l'aumento del tetto massimo al 3,5% per le misure accoppiate. Per quanto riguarda il tabacco, la soluzione individuata è parziale e dunque il problema per noi resta aperto. Entro il 2009 ci sarà una valutazione del settore e con essa la possibilità di riaprire la partita, che continueremo a giocare con l'impegno di sempre.
E sulle quote latte?
Con la soluzione trovata per le quote latte mettiamo fine all'illegalità in cui vivono migliaia di aziende e guardiamo al futuro con più fiducia e serenità. In Italia ci sono ora 340.000 mila tonnellate libere, delle quali 200.000 mila già accantonate prima del negoziato con l'aumento del 2% dal primo aprile 2008. Decideremo, con la filiera, se è opportuno utilizzarle. Il resto, 500.000 tonnellate, lo offriamo a chi si vuole regolarizzare secondo la legge. L'avere le quote per il futuro non può prescindere dalla regolarizzazione. Per la prima volta offriamo a tutti una via d'uscita onorevole.
Una via d'uscita trovata anche per un'altra emergenza, quella dell'ippica...
Il Disegno di legge approvato pochi giorni fa dalle due Camere è la prima pietra per la reale riorganizzazione del settore ippico italiano. Il testo approvato prevede infatti la destinazione dello 0,70% delle somme giocate con le slot-machine in particolare per il montepremi. Queste somme saranno prelevate dai concessionari, il che significa che si tratta di una riforma che salverà oltre 50 mila famiglie e che è a costo zero per la collettività. Inoltre l'Unire, cui il Ddl destina un contributo di 25 milioni di euro per il 2008, dovrà indicare entro il 31 gennaio di ogni anno la destinazione dei fondi in regime di assoluta chiarezza e dovrà presentare un piano industriale annuale che dovrà essere approvato dal Ministro delle Politiche agricole. Insomma mettiamo al riparo “uomini e cavalli”, i primi dalla disoccupazione, i secondi dal macello, gettando le basi per il rilancio reale del comparto. Continueremo ad impegnarci per mantenere tutte le promesse fatte. L'ippica deve cambiare le proprie fondamenta e l'immagine distorta che ha nel tempo acquisito. Si parla di cavalli solo per scandali, doping e cose truccate, e questa è l'eccezione, non la regola di un mondo denso di tradizioni e che dà lavoro a migliaia di persone.
Ministro il mondo agricolo ha accolto positivamente anche il Disegno di legge che introduce l'origine obbligatoria dei prodotti alimentari in etichetta. Quando pensa sarà possibile portarlo all'attenzione del Parlamento?
Mi auguro il prima possibile perché l'indicazione obbligatoria dell'origine dei prodotti alimentari nell'etichetta è innanzitutto una questione di civiltà: il consumatore ha diritto di conoscere ciò che compra. In un'era in cui tutti hanno libero accesso all'informazione e tutti sono sempre più attenti a ciò che mangiano, garantire trasparenza dell'informazione in etichetta è doveroso. Abbiamo voluto inserire questa norma nel Disegno di legge sul rafforzamento della competitività del settore agroalimentare, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo scorso 31 ottobre. Il provvedimento prevede l'obbligo di indicare il luogo di origine dei prodotti alimentari non trasformati e il luogo di ultima trasformazione sostanziale per i prodotti trasformati. La nuova norma non limita in alcun modo la libera circolazione delle merci, ma serve a garantire la tracciabilità dei prodotti, ad informare correttamente il consumatore e allo stesso tempo a difendere tutte le produzioni del made in Italy dalle storture del mercato. Non e' più possibile accettare che all'estero su 10 prodotti venduti come italiani soltanto uno lo sia veramente. Vogliamo difendere la nostra agricoltura e dare informazioni corrette ai consumatori.
Qualche critica invece è arrivata sulla Finanziaria, che ha tagliato parecchi milioni di euro destinati al settore. Quarantadue soltanto quelli decurtati al Fondo di Solidarietà Nazionale. Ci sono i margini per migliorare?
Con la Finanziaria 2009 il Governo ha voluto dare sin da subito risposta alle richieste delle imprese agricole, cui era necessario garantire stabilità normativa e fiscale. Penso alla messa a regime delle agevolazioni fiscali relative all'aliquota IRAP all'1,9% per l'agricoltura; agli sgravi fiscali e contributivi per il settore della pesca (legge 30/1998); alla proroga, anche per il 2009, delle agevolazioni per l'acquisto della proprietà coltivatrice e all'accisa zero anche per gli oli vegetali impiegati nelle colture sotto terra. Ma è stato anche necessario pensare alla salute dei conti pubblici, tagliare i rami secchi, gli sprechi, giocando d'anticipo sulla crisi che sta investendo i mercati in questi giorni e per affrontare la quale è necessario che la nostra economia abbia solide fondamenta.
Di certo, non tutti i tagli sono uguali. Il nostro obiettivo è ottimizzare, ridurre a zero gli sprechi e crediamo di poter arrivare, nel 2011, ad un taglio del 48% del bilancio del Mipaaf. Ma sarà possibile fare ancora degli aggiustamenti a questa Finanziaria in Parlamento, per rimpinguare, ad esempio, proprio il Fondo di Solidarietà Nazionale.
Intervista di Paola Ancora (Agricoltura Italiana Online)

Pubblicato il: 22/11/2008 - 10:15:45     ::Letto 234 volte      Segnala ad un amico

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Vini e Sapori Vini e Sapori è un portale di informazione rivolto agli appassionati di enogastronomia con aggiornamenti e notizie fornite da uno staff di amanti del buon vino e dei sapori della buona tavola. Nelle nostre rubriche dedicate vi sono aggiornamenti quotidiani relativi alle varie manifestazioni, sagre, percorsi liberi o guidati, dedicati al vino ed alle delizie "Made In Italy" sparsi in tutta Italia. Non mancano gli approfondimenti relativi alle nuove iniziative editoriali ed alle novità legislative in materia. C'è veramente l'imbarazzo della scelta! Una scoperta a 360 gradi, quindi, dei buoni sapori della nostra tavola, accompagnata dalla visita dei luoghi dove essa nasce, dalla conoscenza della sua storia, tradizione e cultura.
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