L'idea del convegno è scaturita da un preciso impegno che il consorzio ha assunto con le aziende consorziate relativamente alla promozione dei prodotti tipici.
Lo scorso anno il consorzio registrò una serie di esperienze positive, missioni in paesi lontani, come Russia, America; sulla scia dei risultati ottenuti, il consorzio punta anche quest'anno a realizzare una serie di visite in diversi Paesi.
Hanno relazionato sul tema dell'internazionalizzazione dei prodotti locali Nicola Spagnuolo (presidente provinciale C.I.A. Taranto e presidente del Consorzio export "Consapor Puglia"), Francesca Sanesi (area economico-promozionale della Camera di Commercio di Taranto), Luigi Albisinni (assessore provinciale all'agricoltura), Michelangelo De Palma (responsabile dei programmi di promozione di AGRIPLAN srl), Giuseppe Ferro (direttore area politiche per lo sviluppo della Regione Puglia), Francesco Pasanisi (presidente SMILE Puglia) e Domenico Mastrogiovanni (area economica della C.I.A. nazionale- Roma).
Nel corso del convegno sono state confermate le intenzioni di recarsi nei Paesi esteri per valorizzare i prodotti tipici e ricavare spazi commerciali, nuove nicchie di mercato.
Il prossimo 2 giugno il consorzio, ha annunciato il presidente Spagnuolo, sarà ospite dell'Ambasciata Italiana d'Olanda, per la festa della Repubblica. D'altronde il momento è particolare, il mercato interno e quello europeo sono quasi saturi, la crisi esiste e le aziende hanno bisogno di diversificare. L'obiettivo è quello di dare delle risposte agli agricoltori del territorio, veicolando all'estero i prodotti locali, facendo riferimento a tutta la filiera, perchè il "made in Puglia" tira.
"I mercati esteri sono abituati a pagare la qualità, cosa che non accade in Italia - ha sottolineato Spagnuolo - Ad esempio, per quanto riguarda l'olio, il mercato del lampante è quotato quasi quanto quello dell'olio extravergine, e lo stesso accade con il vino. In questo settore una bottiglia di vino pregiata viene quotata quanto il vino di scarto. Impensabile! Inconcepibile! Questo ci porta a pensare che il nostro business, purtroppo, sia fuori delle mura nazionali, anche se noi vorremmo vendere il nostro prodotto in Italia, piuttosto di doverci spostare per migliaia di km".