Anche se non si registrano i dati negativi dell'industria, lo scenario resta molto preoccupante; servono subito interventi concreti a sostegno degli agricoltori che oggi non possono più svolgere in maniera adeguata la loro attività imprenditoriale."E' un dato che non ci meraviglia affatto. E' l'ulteriore conferma della drammaticità della crisi che sta vivendo la nostra agricoltura. Le imprese sono sempre più alle corde tra costi produttivi, contributivi e burocratici opprimenti, prezzi sui campi in caduta libera, crollo record dei redditi e la mancanza di una politica realmente efficace e concreta. Una situazione gravissima alla quale bisogna porre al più presto rimedio. Altrimenti, tantissime aziende saranno costrette a chiudere, con un enorme danno economico, sociale e ambientale".
Così il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta i dati Istat sul Pil che evidenziano, nel quarto trimestre del 2009, un netta flessione, in termini tendenziali (rispetto allo stesso periodo del 2008), del valore aggiunto agricolo (meno 4,4 per cento).
"Anche se nel quarto trimestre si evidenzia una crescita, in termini congiunturali (rispetto al precedente trimestre), dello 0,5 per cento del valore aggiunto dell'agricoltura e che per il settore primario non siamo in presenza di un crollo come quello registrato dall'industria (meno 9,1 per cento in termini tendenziali), per le nostre campagne -rileva Politi- suona forte il campanello d'allarme. Uno scenario preoccupante che mette in chiara evidenza tutte le difficoltà e i problemi che oggi sono costretti ad affrontare i produttori agricoli del nostro Paese che non riescono ad operare con la dovuta efficacia".
"Da qui l'esigenza -come abbiamo ribadito oggi a Roma durante il sit-in davanti alla Camera dei deputati- di interventi immediati e concreti. Da tempo -aggiunge il presidente della Cia- sollecitiamo misure per ridurre i costi ('accisa zero' sul gasolio per tutte le aziende e fiscalizzazione degli oneri sociali). Al momento, però, non sono venute risposte. Allo stesso modo abbiamo chiesto l'avvio di un nuovo progetto di sviluppo che si può delineare nella Conferenza nazionale dell'agricoltura che va effettuata in tempi brevi".
"La riduzione del valore aggiunto agricolo nel 2009 -ha ricordato, infine, Politi- è frutto di una contrazione della produzione agricola (meno 3,2 per cento) e di una riduzione dei prezzi all'origine (meno 13,4 per cento). Dati negativi ai quali si aggiunge il crollo (meno 25,3 per cento) dei redditi degli agricoltori e la crescita (più 8,5 per cento) dei costi.
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