Tutto è filato liscio per l'VIII edizione de "La festa della Trebbiatura e della Civiltà Contadina". La soddisfazione degli organizzatori è palpabile. Questa edizione si è confermata un appuntamento molto apprezzato dai tanti che si sono riversati nella Masseria Papaperta lo scorso 4 e 5 luglio.
L'evento ha visto la partecipazione di tantissime persone, circa 1.500, secondo le prime stime degli organizzatori, residenti di Putignano e dei diversi comuni limitrofi, ma anche turisti italiani e stranieri in vacanza nella nostra Regione.
Molto apprezzati sono stati i molteplici momenti di rievocazione storica della mietitura e trebbiatura del grano, effettuata anche quest'anno con attrezzi e macchinari d'epoca.
Nei campi adiacenti la Masseria i visitatori hanno potuto assistere alla mietitura con una mietilegatrice trainata da un trattore degli anni '60 messo in funzione per l'occasione. I covoni sono stati successivamente trasportati (carratura) dal luogo della mietitura a quello della trebbiatura con un carro trainato da una mula. Infine, le operazioni di trebbiatura sono state realizzate utilizzando una piccola trebbia di marca Lethner azionata da un Super Landini a testa calda degli anni '40.
Tanti gli agricoltori di zona presenti: grande la loro emozione nel tornare indietro con la memoria e rivivere situazioni tipiche del proprio passato, popolato di attrezzi e macchinari oggi non più utilizzati.
Tra le attività con risvolto culturale proposte dall'Associazione "La Goccia" nell'ambito di questa edizione della Festa della Trebbiatura e della Civiltà Contadina rientra anche la conferenza che si è svolta domenica mattina. Aperta dal saluto del Sindaco del Comune di Castellana Grotte, il Prof. Francesco Tricase, l'incontro è stato seguito da tanti appassionati, studiosi e studenti di agraria che hanno seguito con interesse gli interventi curati dai Prof. Marzi, Tedone e Mariani e dal Dott. Antonio Caputo, esperto di antiche sementi locali, validamente moderati dal Prof. Vito Miccolis, nella duplice veste di Docente di Agraria dell'Università della Basilicata e socio dell'Associazione.
Di grande effetto è stata anche la rappresentazione curata dall'Associazione "Presepe Vivente" di Pezze di Greco, una collaborazione nata quest'anno, grazie alla quale sono stati rappresentati i momenti salienti della lavorazione del cotone, dalla cardatura alla tessitura, con attrezzi ed un telaio d'epoca. La presenza dell'Associazione è stata fortemente voluta dagli organizzatori che già da tempo stanno lavorando per creare una rete di collaborazioni con associazioni del territorio impegnate nella valorizzazione e recupero delle nostre tradizioni locali. L'Associazione Presepe Vivente di Pezze di Greco in particolare ha dato voce ad una tradizione, quella della produzione del cotone, che proprio a Pezze di Greco vanta una lunga tradizione, associata alla coltivazione di una particolare varietà di pomodoro.
In questo villaggio dell'800, ricreato dai soci dell'associazione, accanto al trullo adibito alla lavorazione del cotone, tante persone hanno riprodotto antichi mestieri (ricamatrici, cestaio, fabbro, arrotino ambulante su bicicletta), accompagnando il visitatore verso un secondo trullo, la casa contadina, nel quale sono stati esposti mobili, abiti ed attrezzi tipici del passato.
La simpatica presenza delle asine di razza Martina Franca, gentilmente messe a disposizione dalla Azienda Agricola "Badessa" di Alberobello da tempo impegnata, insieme all'Università di Bari, in attività di ricerca e valorizzazione di una specie utilizzata dai contadini più abbienti nei trasporti e di cui oggi si stanno riscoprendo le proprietà del latte, analoghe a quello materno, e della carne.
Ha completato la rassegna dei mezzi di trasporto l'esposizione di biciclette d'epoca, a cura di Enzo Di Lorenzo e la presenza di un calesse trainato da cavalli di razza Frisone messo a disposizione dei visitatori.
Sotto i portici dei trulli della Masseria Papaperta hanno trovato spazio molti alimenti basilari per il contadino: le tante varietà di farina (di grano duro e tenero, di farro, grossetto, di avena, ecc.) del mulino Magazzese di Martina Franca, il miele dell'Apicoltore Francesco Pugliese di Putignano, la tipica "Farinella" prodotta dall'Azienda Campanella.
Soddisfacente è stata l'adesione alla gara di corsa campestre curata dall'Ass. A.S.D. Amatori di Putignano ed alla II edizione della gara ciclistica di Cross Country Categoria Escursionisti organizzata dalla neonata Associazione Putignanese "I Cinghiali della Murgia".
I momenti di ristoro serale, per i quali si ringraziano l'Azienda "La Sfornata" di Campanella Giulio, il Bar "Barsento" di Giotta Agostino, la CAP e la Macelleria "Non Solo Carni" di Ivone Davide di Castellana Grotte, e l'animazione serale, a cura degli "Amici Musicanti" e della "Compagnia Stabile" di Alberobello, con musiche e canti di antica tradizione hanno contribuito a creare le antiche atmosfere della civiltà contadina.
Il gruppo di lavoro impegnato da mesi nell'organizzazione della manifestazione esprime soddisfazione per il lavoro svolto e ringrazia tutti per la stima e l'apprezzamento ricevuto. Auspica che si possa continuare a proseguire per questa strada in tutte le iniziative che l'Associazione ha in cantiere di realizzare.
I ringraziamenti sono andati a quanti hanno reso possibile la buona riuscita della due giorni: tutte le Amministrazioni Patrocinanti, Formiche di Puglia, il Museo della Civiltà Contadina, La Fondazione di Carnevale, tutti gli sponsor, la Famiglia Laterza per la disponibilità della bellissima struttura della Masseria Papaperta, Clara Daprile coordinatrice della "Compagnia Stabile" di Alberobello, Il Sindaco di Turi Dott. Vincenzo Gigantelli, l'Assessore alla Cultura del Comune di Sammichele, la Dott.ssa Alessandra Morgese ed il Prof. Pietro Sportelli per la loro preziosa presenza, L'Associazione "Presepe Vivente" di Pezze di Greco per l'entusiasmo ed il contributo culturale recato alla manifestazione, Il Sig. Giacomo Lozupone dell'Associazione "Le Mule del Carro di Sant'Oronzo", l'Artista Etnografo Angelo Saponara e il Sig. Giovanni Pace per le loro fotografie ed infine Vito Laterza per aver ideato un piatto tipico da tutti molto apprezzato.