E' quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati Ismea a maggio, nel commentare i dati di Federdistribuzione sulle rilevazioni condotte da Iri Infoscan sulla grande distribuzione organizzata a maggio.
Il record della riduzione nei campi si è verificato - precisa la Coldiretti - per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 36,3 per cento rispetto allo scorso anno, ma sugli scaffali della Gdo la pasta è rimasta praticamente stabile (-0,2 per cento ) come pure le merendine (-1,4 per cento). Secondo l'Ismea negli allevamenti si è verificata una flessione rilevante tra i prodotti lattiero-caseari (- 13,2 per cento), ma anche in questo caso sugli scaffali i prezzi sono rimasti pressoché gli stessi secondo Federdistribuzione: latte e panna freschi (-0,3 per cento), formaggi (-0,7 per cento), yogurt (-1,1 per cento).
L'analisi evidenzia dunque l' aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo nella filiera alimentare lungo la quale i prezzi - sostiene la Coldiretti - aumentano quindi in media quasi cinque volte. In generale, per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all'industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori ed esistono quindi - conclude la Coldiretti - ampi margini da recuperare, con piu' efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica.