Nella sede periferica di Pergine Valsugana, è stato allestito infatti un apiario, che conta circa 140 famiglie di diversi ceppi e razze di api e un laboratorio per la smielatura che nel 2009 ha prodotto 4,5 quintali di miele.
L'apiario serve alla sperimentazione, ma anche alla consulenza e divulgazione e viene gestito mediante normali tecniche apistiche.
"La stagione 2009 è stata molto positiva per la produzione di miele ed anche le api della fondazione hanno lavorato bene" spiega Paolo Fontana, responsabile della sperimentazione che rientra nelle attività dell'unità fitoiatria del Centro trasferimento Tecnologico.
Tre i tipi di miele contenuti nei vasetti che portano la nuovissima etichetta della Fondazione Mach (foto).
Il primo è molto saporito, costituito prevalentemente da nettare di melo e di tarassaco e caratterizzato da una cristallizzazione fine e uniforme.
Poi c'è il miele di acacia, ma con contributi di altre fioriture minori che hanno aumentato la sua fragranza e gli hanno conferito un bel colore giallo oro, senza incidere sulla sua fluidità.
Il terzo è un miele costituito prevalentemente da tiglio, ma con un significativo apporto di castagno. Il risultato è un miele fluido, ambrato, aromatico, molto fragrante e dal sapore intenso.