E' questa la richiesta di Confagricoltura, emersa nel corso del seminario "Energie da fonti rinnovabili. Il ruolo dell'agricoltura nel Piano di azione nazionale e per lo sviluppo sostenibile", che si è tenuto il 28 luglio a Roma e a cui hanno preso parte Giampiero Maracchi, docente di climatologia dell'Università di Firenze, Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell'Ambiente, Guido Bortoni, capo dipartimento Energia del Ministero dello Sviluppo economico, Donato Rotundo, responsabile dell'Area Ambiente e Qualità di Confagricoltura, e Andrea Pannocchieschi d'Elci, presidente di Agroenergia.
"Purtroppo - ha detto il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel suo intervento - le novità introdotte dalla manovra finanziaria non vanno in questa direzione. Anche se la rivisitazione dell'articolo 45 della manovra riguardante i certificati verdi concede una boccata di ossigeno nel breve periodo, dando priorità alla risoluzione anticipata delle convenzioni relative alle fonti assimilate alle rinnovabili, il provvedimento rimane privo di una logica sistemica, genera incertezza e apre a possibili destabilizzazioni del mercato dei certificati verdi".
Dopo la predisposizione del Piano di azione nazionale (Pan), con cui viene definito il percorso per raggiungere l'obiettivo del 17 per cento di energia da fonti rinnovabili sugli usi finali, l'Italia si appresta a recepire la direttiva 2009/28 sulla promozione delle energie rinnovabili, secondo i principi e i criteri fissati dalla legge comunitaria 2009.
Nei prossimi sei mesi quindi si deciderà il futuro delle energie rinnovabili e il ruolo che potrà rivestire l'agricoltura anche in relazione alla riduzione delle emissioni di gas serra.
Purtroppo, dopo un'iniziale forte attenzione verso questo settore, ha lamentato Andrea Pannocchieschi d'Elci, l'interesse generale verso le rinnovabili è calato sempre di più. Nonostante l'Ue e lo stesso Pan assegnino alle biomasse un ruolo determinante per il raggiungimento degli obiettivi al 2020, secondo Donato Rotundo le potenzialità indicate potrebbero rivelarsi sottostimate rispetto a specifiche filiere come il biogas.
"Bisogna cambiare il modello di sviluppo che si è imposto da cento anni a questa parte e basato sul petrolio - ha detto Giampiero Maracchi - e l'agricoltura rappresenta una grande risorsa che può dare risposte adeguate in un'ottica economica, etico-sociale, ambientale".
Il problema degli incentivi è stato affrontato da Guido Bortoni, che ha sottolineato la necessità di "creare un sistema di incentivazione chiaro, stabile, corretto, nell'ottica di generare una filiera energeticamente efficiente".
Per questo è auspicabile che il sistema di incentivazioni abbia una tariffa permanente ed intoccabile per quindici anni. Corrado Clini, dal canto suo, ha parlato di "energie biologiche modificate" e auspicato la possibilità di coltivare prodotti transgenici almeno per la produzione di biomasse a fini energetici.