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Fauna selvatica21 Febbraio 2013 - 09:47
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Toscana, Fauna selvatica: blitz elettorale in regione? Agricoltori pronti a nuovo sit-in consiglio regionale


In Prima Commissione spuntano improvvisamente una serie di norme pro-cacciatori e danno degli agricoltori. Rimborsi nei limiti della disponibilità di bilancio e Centri Assistenza Venatoria: le due norme al centro della denuncia. In Toscana ogni giorno 10mila euro di danni da fauna selvatica, 20milioni dal 2005 al 2010. Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana: "Norme provocatorie ed imbarazzanti".
Il mondo venatorio ci prova. Ancora. Dopo la proposta dei capanni da caccia a supporto dell'attività venatoria ai cinghiali "abbattuta e bocciata" dal muro di aspre proteste sul finire dell'estate poco prima di prendere strade pericolose, spuntano in prima commissione "Affari Istituzionali e Generali" della Regione Toscana un altro paio di articoli spudoratamente a favore dei cacciatori che, secondo Coldiretti (info su www.toscana.coldiretti.it), hanno tutto l'aspetto di una "promessa elettorale".
Le proposte che hanno insospettito la principale organizzazione agricola che rappresenta in Toscana 40mila imprese, riguardano il delicato capitolo dei risarcimenti danni alle colture agricole causati dalla fauna selvatica che la solita "aggiunta" in zona cesarini rischia drasticamente di tagliare e l'istituzione Centri di Assistenza Venatori (Cav) istituiti dalle associazioni venatorie a cui possono essere affidate le attività di assistenza procedimentale.
Una serie di norme a cui Coldiretti si opporrà; se necessario, per risolvere una volta per tutte l'irrisolta emergenza ungulati che in Toscana provocano ogni giorno 10mila euro di danni e 4 milioni di mancato fatturato al settore agroalimentare, gli agricoltori sono pronti a tornare in Via Cavour dove si ritrova il Consiglio Regionale come già successo in occasione della battaglia per la tutela dell'extravergine toscano. "Sono state inserite alcune norme che riguardano l'attività venatoria senza nessuna concertazione e coinvolgimento del mondo agricolo. Hanno agito di nascosto, superando anche le competenze della Commissione Agricoltura Regionale, nella speranza che non ce ne saremmo accorti. Ma gli è andata male": tuona Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana.
Nonostante il triste primato europeo per la presenza di ungulati (oltre 300mila esemplari che dal 2005 al 2010 hanno causato danni per oltre 20 milioni), in Toscana si tentano di inserire "norme provocatorie ed imbarazzanti" che hanno effetti depressivi sull'economia agricola: "In Toscana c'è una gravissima emergenza che riguarda gli agricoltori e direttamente la comunità, i cittadini, - spiega Marcelli - non ci sono solo i danni economici, ingenti e pesanti che gravano sulla collettività, ma migliaia di incidenti stradali, rischi per la salute e la sicurezza. La popolazione degli ungulati è fuori controllo ma non sembra gliene freghi nulla a nessuno se questi sono i risultati".
Entrando nel merito delle norme sotto esame, sulla cui legittimità verrà chiesto adeguato pronunciamento legale, è stato inserito nell'articolo che riguarda il risarcimento danni da fauna selvatica una precisazione puntuale: "nei limiti delle disponibilità di bilancio". Secondo Coldiretti un tentativo, fin troppo evidente, di giustificare mancati risarcimenti e scoraggiarne le richieste agli Ambiti Territoriali di Caccia. "E' stata usata una giustificazione tecnica per nascondere la vera natura delle intenzioni - analizza Marcelli - ovvero non risarcire gli agricoltori. Questa norma vuol dire che gli agricoltori, in caso di esaurimento risorse potrebbero non essere rimborsati malgrado i danni subiti. E' una vergogna".
A far fallire il colpo a sorpresa sono state le modalità utilizzate: le norme sono state presentate in sede di discussione della prima commissione, e non della commissione agricoltura, ambito più consono e tradizionale ai temi della caccia e dell'agricoltura: "quegli articoli che trattano e parlando di attività venatoria dovevano essere riportati all'interno della discussione della Commissione Agricoltura - puntualizza ancora Marcelli che ha già manifestato a nome dell'organizzazione all'Assessore Regionale all'Agricoltura, Gianni Salvadori e ai Consiglieri Regionali, il disappunto per le modalità e per il metodo.


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