La Cia lancia l’allarme prezzi di frutta e verdura: eventuali incrementi dei prezzi al consumo di frutta e verdura fresca nei prossimi giorni, non può essere in alcun modo riconducibile all’ondata di freddo che sta investendo aree agricole del nostro Paese. Infatti, relativamente alla frutta invernale (mele e pere) le produzioni sono già state raccolte e conservate in attesa della loro commercializzazione, mentre per le verdure invernali (broccoli, spinaci e indivie) le temperature di questo periodo sono perfettamente compatibili, quindi sopportabili per tali coltivazioni. Nel caso di ortive “fuori stagione” (pomodori, melanzane, peperoni, zucchine), si tratta di coltivazioni in ambienti protetti (serre e tunnel), per queste è ipotizzabile un lieve incremento dei costi di produzioni legati ad un maggior fabbisogno di calore che incidono direttamente sulla bolletta energetica delle aziende agricole. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle basse temperature di questi giorni e ad eventuali immotivate azioni speculative su frutta e verdura.
Gli effetti di un freddo prolungato - spiega la Cia - potranno essere valutati solo successivamente e in relazione alle coltivazioni primaverili ed estive.
Inoltre - avverte l’organizzazione agricola - i maggiori costi che gravano sulle imprese agricole nei periodi invernali non vengono caricati sul prodotto, come dimostrano le quotazioni sempre al ribasso dei prezzi applicati all’origine.
Diverso - conclude la Cia - è quello che è accaduto in passato e che vorremmo non accadesse ora, con aumenti dei prezzi, in analoghe condizioni climatiche, a dir poco “gonfiati” per frutta e verdura, con “ritocchi lampo” anche del 20/40 per cento.